Luoghi Osservativi

Nel corso degli anni i membri del Gruppo hanno individuato una serie di luoghi adatti sia all’osservazione visuale che all’astrofotografia.
Qui di seguito i link ad alcuni di essi.

Osservatorio Astronomico di Saint Barthélemy, Aosta
Rifugio La Balma, Prato nevoso, Cuneo
Chiesa di San Lorenzo, Mombello di Torino
Col del Lys, Rubiana Torino
Santuario di Sant’Anna di Vinadio, Vinadio Cuneo

Come scegliere i cieli migliori

La configurazione geografica del Piemonte è favorevole alla ricerca dei cieli bui, considerata la vicinanza alle Alpi che si trovano a poche ore di macchina da Torino, e da una zona favorevole nell’area delle Hautes-Alpes Francesi che ha quota e zone poco urbanizzate. Guardando le mappe di inquinamento luminoso, le zone alpine delle valli piemontesi risultano posizionate favorevolmente, con un vantaggio sulle valli di cuneo rispetto alle valli di Susa o la valle d’Aosta. Per scegliere una destinazione osservativa si suggerisce quindi di fare attenzione a non avere valli molto luminose a Sud come ad esempio Saint Barthelemy, che ha altre caratteristiche interessanti, ma risente dello skyglow provocato dalla pianura padana. Pianificare sessioni fotografiche e di osservazione di oggetti che hanno transitato oltre al meridiano permette di guardare verso porzioni di cielo piu scure.

Mappa dell’inquinamento lumonoso delle Alpi Piemontesi. Il segnaposto è centrato sul rifugio Maraman di Castelmagno.

I vantaggi di un cielo più scuro

Il cielo scuro si misura con una scala Bortle gradata da 1 (cielo ottimale) a 9 (inquinamento luminoso estremo). Misure precise si ottengono con dispositivi SQM (Sky Quality Meter), che misurano la magnitudine per quadrato di secondo d’arco, con valori che vanno da 15-16 del cielo del tramonto al massimo di 22 dei cieli della Namibia. In Piemonte si trovano abbastanza facilmente cieli da SQM 20.5, ma si riescono a raggiungere cieli con SQM 22.2 – 22.3 spostandosi verso le Alpi.

Osservare da cieli scuri da diversi vantaggi, per prima cosa la soddisfazione di osservare la Via Lattea distinta ed evidente in tutti i suoi particolari, ma si deve considerare anche la possibilità di accelerare la raccolta del segnale luminoso, accorciando le esposizioni fotografiche o potendo osservare oggetti deboli più difficili. Riducendo la luce di fondo del cielo, il contrasto della luce proveniente dalle stelle e dagli oggetti deboli aumenta.

Utilizzando calcolatori online, si può vedere che un’ora di posa con un cielo perfetto (SQM22) viene raggiunta con sei ore di posa da un cielo SQM20. La differenza di una magnitudine produce un fattore di aumento di 2.5x, per cui passare da 20.5 a 21.5 permette di ridurre le esposizioni da due ore e mezza a un’ora soltanto. Il vantaggio del cielo scuro è quindi evidente e misurabile. Il vantaggio di un cielo scuro si può anche scambiare con filtri e riduttori di focale; potrò avere ad esempio

  • un’ora di esposizione a f/7 e cielo SQM 20.5

  • un’ora di esposizione a f/10 e cielo SQM 21.3 (focale più lunga)

  • un’ora di esposizione a f7, cielo SQM 21.3 e filtro UHC (filtro a banda stretta)

  • I vantaggi di un’atmosfera stabile e scelta delle migliori posizioni orografiche

    La pianura padana, fortemente soggetta allo smog, ha anche delle proprietà positive per gli astrofili, quali la stabilità atmosferica per le osservazioni ad alta risoluzione. Nei periodi di alta pressione la stabilità che favorisce l’inquinamento atmosferico favorisce anche la stabilità degli strati atmosferici a tutti i livelli. Per questo motivo le osservazioni planetarie hanno successo anche nel centro di Torino.

    In montagna la situazione è più complessa perchè si devono tenere in conto anche le condizioni orografiche specifiche. Le grandi valli, come la Valle si Susa, orientate lungo le direzioni delle più comuni perturbazioni, impediscono la formazione del seeing perfetto, mentre valli più complesse e incassate bloccano i flussi d’aria consistenti. Siti di montagna con seeing eccezionale verificato sono ad esempio il Pic du Midi, l’Osservatorio di St. Veran e l’osservatorio Mont d’Arbois vicino a Chamonix. La ricerca di siti in montagna con seeing eccezionale è stimolante e andrebbe sicuramente approfondita anche con strumenti di monitoraggio specifici.